Nuove storie dal Canale – Itinerario ispirato ai luoghi descritti nel libro

Riceviamo e pubblichiamo il resoconto del viaggio che ha portato Riccardo Pece e un gruppo di amici a scoprire i luoghi descritti nel libro Canale Mussolini.

“Dal treno proveniente da Roma questa volta scendono turisti. Non più i coloni mossi dalla fame alla ricerca di una speranza di vita nuova.
Un tuffo in un passato rimosso, solcato da un canale e da una storia. Uno spartiacque che ormai esiste nella sola memoria ma che presidia ancor oggi l’Agro Bonificato.

Canale Mussolini, fenomeno letterario dell’anno è un viaggio nella storia d’Italia, tra i legami e le tensioni sociali, culturali e politiche di un popolo, quello italiano, che si fa nel tempo, che condivide e genera un futuro di sviluppo con il sacrificio e l’impossibilità di sottrarsi al proprio destino di uomini, lavoratori, combattenti.

Un libro che non sfigurerebbe tra i candidati al Nobel, per la sua semplice profondità che richiama costantemente una necessaria coesione tra le genti per affrontare le difficoltà della storia, delle loro storie.
E’ una mappa culturale che ci invita a rileggere geograficamente il nostro territorio e la storia d’Italia, a ripercorrere un itinerario della memoria capace di ricucire quei legami che le piene delle rivoluzioni e delle guerre avevano travolto.
Canale Mussolini oggi Canale delle Acque Alte è la metafora di uno spartiacque storico. Il “Ponte Marchi” oggi non trema più di fronte al fragore dei fiumi e dei canali in piena, ma l’opera continua e non può terminare. Non è solo una questione di nomi. E’ in fondo una questione di vita.

Come nel libro, anche questa volta il  treno porta ritardo ma restiamo ad attendere sulla banchina in una fredda giornata di dicembre solo 10-15 minuti. Partiamo intorno alle 10.00 dalla stazione di Latina Scalo incontriamo il rettifilo dell’Appia Antica e prendiamo verso Cisterna. Sostiamo un momento a Casale delle Palme: la prima scuola.Siamo nel 1921 e qui si ricorda Giovanni Cena “poeta del cuore, buon cittadino della patria, amico fervente della scuola e dei lavoratori dell’Agro Romano”. Andiamo avanti, dopo via S. Croce, arriviamo al Canale Mussolini e osserviamo gli altissimi argini di quest’arteria che raccoglie le acque Alte, ossia quelle provenienti dalle colline. Qualche foto e si parte di nuovo. Seguiremo il Canale fino alla foce attraversandolo diverse volte.

Lasciamo l’Appia ed entriamo nella campagna per le vie interpoderali. Strade piccolissime praticamente percorse solo da locali e da agricoltori vino a ritrovare la via Provinciale per Latina che imbocchiamo in direzione Podgora già Sessano e da lì prendiamo per Conca oggi Borgo Montello.

Intravvediamo tra le più recenti costruzioni, i resti di un’epica opera di bonifica e le vestigia di un impero industriale decaduto e raggiungiamo, sempre seguendo Canale Mussolini, Le Ferriere passando per Borgo S.Maria, già Gnif Gnaf. Una sosta alla Casa del Martirio di S.Maria Goretti, e una sbirciatina all’antico borgo di Conca. Capiamo da un antico epitaffio pontificio che qui cominciava la Zona Franca. Andiamo verso il mare. Nel frattempo abbiamo attraversato il nostro Canale altre quattro volte. Oltre Borgo Sabotino, una strana costruzione, un antico rifugio di capre e pecore, oggi un Antiquarium: è il procoio. Da lì sulla lungomare per una sosta a Capo Portiere e vedere da vicino un’idrovora e i laghi costieri. Mare a destra , lago a sinistra dopo pochi chilometri si apre un bacino di canali, chiuse e laghi: siamo allo snodo di Rio Martino. Ammiriamo la natura in tutta la sua bellezza e raggiungiamo Borgo Grappa. Possiamo vedere la conformazione tipo di un Borgo e la sua antica scuola Casal dei Pini. Già c’era la scuola e l’antica Torre, poi venne il Borgo. Lo capiamo dalle strutture architettoniche: quelle del Consorzio di Bonificazione prima e quelle dell’Opera Nazionale Combattenti poi.

Seguiamo la via litoranea e passati i Poderi Sperimentali arriviamo al Borgo di Villa Fogliano: un’estasi dell’anima, un’oasi nella antica palude.  E’ ora di pranzo. Partiamo. “I fratelli di là, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e …Paolo al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio” . Una storia iniziata oltre 2000 anni fa. Una bazzoffia e via. Ci aspetta ancora Pontinia e poi la suggestive e realistiche ricostruzioni di Piana delle Orme. Azioniamo le idrovore un assordante “fiuuuuuuuuuuu” fa sobbalzare tutti e ci riporta alla mente quell’imagine di Ponte Marchi che trema per la forza di quelle acque che vengono dalle colline, di quei fiumi di gente che vennero dal Nord. Si fa quasi tardi e raggiungiamo Latina, la fortuna ci assiste e incontriamo l’autore sul “giro di Peppe”. Lì da Mimì un caffè e un thè caldo ci accompagnano in una deliziosa conversazione. Un rapidissimo giro per le piazze di Littoria e un saluto al Buttero che dalle finestre della prefettura pare salutarci e via di nuovo alla Stazione sulla strada di casa.”

Riccardo Pece

02

01 2011

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  1. Guido Caburlotto #
    1

    Ho fatto un bellissimo viaggio in Pianura Pontina e la ricordo con le foto che ho pubblicato nel mio profilo. Ora mi sto gustando anche il bel libro di Pennacchio.
    Guido Caburlotto

  2. 2

    bellissimo mi piacerebbe proprio avere una discussione con l’autore ciao e ancora auguri!!



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