Benvenuto sul sito ufficiale di Antonio Pennacchi!

Il sito è in costruzione. Nei prossimi giorni verrà messa online una prima versione. Nel frattempo ti consigliamo di andare su www.anonimascrittori.it

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17

09 2010

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  1. 1

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  2. 2

    Congratulazione per “tutto”.
    …Avrei bisogno di vederla
    per comunicazione…personali.E’possibile?
    La sua risposta anche via e-mail.
    Grazie comunque per l’attenzione.
    Antonio Alla.

  3. rossana #
    3

    canale mussolini: meraviglioso, imperdibile.

    avrei voglia, quando avesse anche solo 10 minuti da buttar via, anche tra un anno,di conoscere antonio pennacchi.
    ho letto anche il fasciocomunista e vorei chiedergli tante cose. ho cosciuto alcune delle persone di cui parla nel libro e vorrei chiedergli tante cose.rossana

  4. Luca #
    4

    reduce dalla presentazione di ieri sera presso il museo Crocetti. I più sinceri complimenti, in attesa del nuovo sito

  5. 5

    Great site. A lot of useful information here. I’m sending it to some friends!

  6. 6

    BUONGIORNO, GRADIREI METTERMI IN CONTATTO CON IL SIG.PENNACCHI IN MERITO A QUANTO NARRATO NEL SUO “CANALE MUSSOLINI”
    POTREI AVERE IL SUO E.MAIL ????
    RINGRAZIANDO,
    MARCO TARICA

  7. fabio antonelli #
    7

    Canale Mussolini è I Promessi Sposi del XXI . Ora, situazioni e ambienti lì descritti mi sono familiari e note per tutta una serie di motivi che mipiacerebbe rappresentare ad AP, se fosse possibile contattarlo per email.
    Grazie, ma grazie sopratutto per averci dato un’opera di altissimo pregio e livello
    fabio

  8. Cristiano #
    8

    Pennacchi, il suo Canale Mussolini dovrebbero inserirlo tra i libri di testo della Scuola Media, che magari qualcuno comincia a capirci della nostra Storia

  9. 9

    Gradirei mettermi in contatto via e-mail col Sig. Pennacchi, se possibile.

    Grazie infinite, complimenti per il suo ultimo libro e per la passione che la muove!

    Antonio Colombo

  10. Franco Pedrelli #
    10

    Letto tutto d’un fiato. Riporta storie e fatti che, direttamente o indirettamente, si riallacciano alla storia di ciascuno di noi, dei nostri,nonni e parenti tutti. Una storia, quella della prima metà del ’900, che ancora non ha fatto pace con gli italiani. Pennacchi la racconta con molta sensibilità e leggerezza, senza partigianerie, rendendoci fieri della nostra Storia, fatta, certo, anche di momenti bui, ma sempre illuminata dalla grande volontà e impegno del popolo più umile. A quell’epoca il problema principale dei più, il popolo appunto, era trovar di che sfamare le bestie, poi i figi e poi veniva il resto.

    Forse è per questo che il libro riceve critiche da parte di certa sinistra, quella che vorrebbe che i momenti bui fossero vissuti con odio anche oggi, specialmente nei romanzi. Ma oggi c’è un gran bisogno di riconciliarsi col passato, senza rinnegarne la storia e i suoi errori.
    La frase ricorrente “Ognuno gà le so razon” riassume tutta la comprensione verso il prossimo, anche quello che sbaglia.

    Complimenti

  11. jumpjack #
    11

    Quando vidi la prima volta “Canale Mussolini” in libreria lo guardai con disprezzo, per via del “Mussolini contemporaneo” che imperversa quotidianamente sui nostri canali! Pensavo trattasse di canali TELEVISIVI e di sostenitori del DUCE! E pensare che sono un grande appassionato della bonifica dell’Agro Pontino, da quando l’anno scorso ho visitato il museo “Piana delle orme”!
    Penso quindi che sia un titolo sbagliatissimo per un’opera così interessante, originale e divertente, ma soprattutto imparziale e senza peli sulla lingua! (I “fasciocomunisti” non li avevo mai sentiti…. anche se li ho sempre visti!)

    Ci vorrebbe secondo me una ri-edizione con un titolo che abbia senso anche per chi…. non ha mai colonizzato l’agro pontino! “Canale Mussolini” per un Pontino vuol dire una cosa sola, ma per chiunque altro vuol dire ben poco.

    Davvero interessante la parte finale, con la “doppia resistenza”, una a Nord contro i nazi-fascisti e una a sud contro “tutti” (cioe’ contro i neo-alleati).

    E veramente istruttivo il paragone tra la guerra in Abissinia e la guerra in Italia, concordo con l’idea di far leggere il libro nelle scuole,

  12. jumpjack #
    12

    Ah, aggiungo che una cartina dei luoghi stampata nell’interno della copertina sarebbe utilissima, quella che c’e’ è illeggibile.

  13. Roberto #
    13

    Grazie di cuore ad Antonio Pennacchi. L’ultimo libro che mi ha regalato emozioni simili a quelle di Canale Mussolini è stato, ormai quasi 30 anni fa, il Mulino del Po… è nato un nuovo capolavoro.

  14. Giulio Berton #
    14

    Ho appena finito di leggere Canale Mussolini. Grandissima emozione.
    Continua idealmente la tradizione letteraria italiana di Bacchelli nel suo Mulino del Po (a cui fa ampio riferimento anche Pennacchi nel suo romanzo).
    Non è poi possibile per un veneto di origine contadine come me non ripensare alle storie sentite da bambino dai nonni e dai genitori che quel periodo di storia italiana l’hanno vissuto. E’ stato un viaggio nella mia infanzia e nei racconti spesso sentiti in era pre televisiva.
    Ho visto Pennacchi in un video…perso completamente l’accento e il lessico veneto, che peccato.
    Ancora i miei complimenti all’autore.
    Giulio Treviso

  15. Maurizio #
    15

    L’ho vista ieri sera per la seconda volta da PIROSO, un giornalista che stimo moltissimo, mi sono meravigliato che Lei presentasse MAMMUT, in quanto è stato il primo dei suoi libri che ho lettol’anno scorso, quando un mio amico mi aveva suggerito CANALE MUSSOLINI e un “tale” A.Pennacchi che non conoscevo.
    Capisco che Lei sia molto occupato ma mi piacerebbe scambiare via e-mail due parole.Concordo con molti lettori che il Suo libro andrebbe inserito nelle scuole medie cosi’ i ragazzi conoscrebbero una parte della storia del “fascio”
    che, per tanti come me (nato 1947)non hanno conosciuto.Chiudo dicendoLe che MAMMUT MI HA RIPORTATO nel 1962 quando apprendista conoscevo le prime forme di lotta sindacale, il FASCIOCOMUNISTA, la mia gioventu’ e FASCIO e MARTELLO mi ha insegnato parecchio di urbanizzazione DEL VENTENNIO.
    MILLE GRAZIE, spero che continui a scrivere cose “di pancia”, pochi scrittori mi hanno emozionato come LEI.

  16. Silvio Tori #
    16

    Roma , 22 Gennaio 2011

    Egregio Signor Pennacchi,
    esasperato da una sciatalgia, sto da qualche giorno leggendo il Suo libro “Canale Mussolini” e voglio dirLe subito che molti suoi aspetti mi interessano e piacciono.
    Sono originario dalla Toscana, in Lucchesia, nel comune di un piccolo paese di tradizioni agricole, Montecarlo, paesino che ai tempi della mia gioventù, ma soprattutto nei racconti della generazione di mio padre, aveva molti aspetti simili a quelli da Lei ben descritti nella famiglia Peruzzi: la povertà e semplicità della vita, il lavoro dei campi, la mezzadria, le vicissitudini politico-sociali del comunismo e del fascismo e tutti i coinvolgimenti di esse nei rapporti quotidiani fra paesani e vicini.
    Quindi, con dispiacere, mi creda, mi trovo a scrivere quanto dirò in seguito, forse un po’ esasperato da quest’Italia imbarbarita e degradata nei suoi valori più importanti, dove è divenuta anche abitudine grossolana e depravata dire ciò che può fare notizia o sensazione senza approfondire bene se essa è vera, o peggio ancora, può arrecare disorientamento, danno d’immagine e distruzione di qualcosa di positivo ad altri.
    Purtroppo nella mia lettura qualche giorno fa sono giunto verso la centesima pagina e qui mi sono imbattuto in quanto da Lei scritto a proposito della fine di Italo Balbo a Tobruk. Ecco che la sintonia con la sua creazione se n’è andata!
    Non poteva documentarsi un po’, prima di scrivere certe cose, che evidentemente arrecano danno alla memoria di persone, che hanno sacrificato anni della loro vita, e qualcuno tutta la propria intera, in vicissitudini di tale tragicità?
    Le sue affermazioni sulla fine di Balbo ed, in particolare, sul “Regio Incrociatore San Giorgio” e il suo eroico equipaggio (coinvolti quasi 700 uomini!) – passato successivamente, coi superstiti presenti alla tragedia, attraverso i campi di prigionia inglese – dovevano per forza essere così oltre che false, di tenore ironico e sprezzante, come quello da Lei usato! Altro che poi dire “ciacole”!
    Sono uno dei figli di Mario Tori, ufficiale commissario di bordo, imbarcato sulla San Giorgio fino al 4 Novembre 1940, giorno in cui fu rimpatriato per problemi di salute, evitando fortunatamente di essere coinvolto nelle ultime vicende e nell’auto-affondamento della “Nave Misteriosa”, appellativo attribuitele dai bollettini di guerra, avvenuto il 22 Gennaio 1941, prima dell’ingresso delle truppe inglesi in Tobruk. Posso capire che non abbia avuto modo di leggere il libro “San Giorgio e il drago”, scritto da mio padre a testimonianza di quegli eventi e pubblicato, visto il clima post-bellico non favorevole a tali testimonianze, con grande difficoltà solo nel 1970 dall’editore Giovanni Volpe. In quel libro la testimonianza precisa di un gruppo di uomini, dal comportamento comunque eroico e tutt’altro che inefficace. Ho conosciuto personalmente il Comandante Gino Azzo Del Pin, uomo dalle qualità eccezionali, cui è dedicato la predetta opera, primo direttore di tiro delle batterie che lei calunnia, il quale riuscì eroicamente a fuggire ed attraversare il Mediterraneo su una barchetta, dopo l’esplosione della nave. Dalla testimonianza emergono chiaramente tre verità, da Lei ignorate:
    1. La nave – la cui bandiera è stata decorata della Medaglia d’Oro al Valor Militare, con espressa motivazione che riporta fra l’altro “….con l’infallibile tiro dei suoi cannoni,….venne fatta saltare e sprofondare nelle acque,..….” – non era affatto cementata o incagliata, ma “pronta a muovere”, come speravano di fare i marinai nell’ottimismo delle prime fasi della guerra e testimoniato anche dal tentativo infruttuoso di recupero e trasporto in Italia del relitto nel 1951.
    2. Gli inglesi si accanivano contro la San Giorgio (altro che irriderla !), non riuscendo a spiegare i loro insuccessi e la efficacia delle sue difese, introducendo ipotesi fantastiche a loro discolpa, come la precedente.
    3. L’abbattimento dell’aereo di Balbo, fu un evento tragico causato principalmente dalle batterie costiere, e ascrivibile in maggior parte alla temerarietà del personaggio e forse alla lentezza nelle comunicazioni, via radio e via filo, di servizio sull’attività aerea. Fu comunque un avvenimento drammatico per gli stessi testimoni della nave.
    Ma dunque per non incorrere in inesattezze – non posso ora trattenermi da dire – non c’era bisogno di rintracciare una testimonianza difficile da reperire, quale quella del libro di mio padre! Bastava leggere quella di Folco Quilici, ben più recente ed autorevole, nel suo libro “Tobruk 1940”, proprio sottotitolato “La vera storia della fine di Italo Balbo”, edito nel 2004 dalla Mondadori, anche Lui coinvolto sull’argomento attraverso l’inoppugnabile testimonianza del proprio genitore, caduto con lo stesso trimotore del “Maresciallo dell’Aria”!
    Ora mi scusi per lo sfogo! Spero che abbia l’occasione di rettificare qualcosa, placando un pò il risentimento causato. Cordiali saluti

    Silvio Tori
    e-mail: s.tori@alice.it
    (via A. Crivelli, 10 – 00151 ROMA)

  17. Chiara #
    17

    Sono una appassionata lettrice da quando avevo sei anni ed ora ne ho cinquantatre. Canale Mussolini è uno dei più bei libri che ho letto, nel suo genere certamente il più bello. Non servono altre parole, solo un enorme grazie al Signor Pennacchi per tutto quel suo cuore che ha messo in quelle pagine.
    Chiara

  18. marcocci rocco #
    18

    sei sempre un grande da quando ti conosco non ne avevo dubbi e mi piacciono molto le tue idee politiche spero si possano avverare

    ciao rocco

  19. B-)ALDO #
    19

    DOMANI SERA CANTEREMO “SO’ VENUTO IN PISCINARA” ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA (IN SALA SANTA CECILIA, INIZIO H21).

    MI PIACEREBBE CHE CI FOSSE ANCHE LUI.

    SE QUALCUNO PUò GLIELO FACCIA SAPERE

  20. setimia cetrano #
    20

    Sig.Pennacchi i suoi libri sono belli!!!!e adesso vado a comprare mammut!!!!

  21. Eraclito #
    21

    Mi piacerebbe molto leggere per intero la prefazione al Giocatore che ha fatto. La puó pubblicare?
    Cari saluti e grazie



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